Pasquale Caterisano Blog

Dico la mia spesso e volentieri

Month: luglio 2007 (page 1 of 7)

Pd, Di Pietro: “Chi non ci vuole non ci merita”

Il Partito Democratico ha perso un’ottima occasione per potersi qualificare tale giacché un partito, per potersi definire davvero ‘democratico’ deve essere aperto e pluralista altrimenti semplicemente ‘non è’, non esiste”.
Antonio Di Pietro, la cui candidatura alle primarie per la scelta della leadership del Pd è stata bocciata dal comitato politico-amministrativo perché leader “di un partito non riconducibile al percorso costitutivo del nuovo Partito democratico”, replica così dal suo blog.“La giustificazione formale circa la mia esclusione dalla candidatura per la segreteria nazionale – dice il leader dell’ Italia dei Valori – è semplicemente un furbo espediente per non avere tra i piedi un concorrente vero e reale, un candidato che avrebbe rotto le uova nel paniere, che avrebbe potuto rimettere in discussione gli equilibri precostituiti.”
Poi invita tutti “coloro che tanto sbrigativamente si sono voluti disfare della mia candidatura e della partecipazione dell’Italia dei Valori dal processo costituente del futuro ‘cosiddetto’ Partito Democratico” a “riflettere” su alcuni punti.
1) “Io e l’Italia dei Valori abbiamo aderito e partecipato attivamente alla raccolta delle firme per avviare il referendum elettorale, al fine di addivenire ad un sistema elettorale di tipo maggioritario e con una forte riduzione del numero dei partiti. Ciò vuol dire che abbiamo già dimostrato con i fatti – ripeto con i fatti e non solo a parole – il nostro intendimento di andare oltre il nostro partito di appartenenza.”
2) “Ho personalmente partecipato nel 2005 all’esperienza delle primarie dell’Unione, candidandomi per rappresentare al Governo tutta la coalizione.”
3) “E’ evidente che – con la costituzione del Partito Democratico – chi aspira a diventare segretario (e lo diventa) non può che riconoscersi esclusivamente in questo partito. In tal senso io ho dichiarato la mia disponibilità di essere parte integrante del PD alla fine del percorso costituente, cosa che ho anche ribadito per iscritto nella dichiarazione di intenti depositata insieme alla mia richiesta di candidatura.”
4) “E’ altrettanto evidente che quei militanti dell’Italia dei Valori che avessero ritenuto di aderire al costituendo Partito Democratico avrebbero dovuto fare altrettanto al momento dell’iscrizione formale al nuovo partito.”
5) E’ infine evidente che l’iscrizione oggi non può avvenire semplicemente perché il Partito Democratico ancora non esiste formalmente”.
6) “Sul piano formale, la mia candidatura è stata presentata nei termini e non sta scritto da nessuna parte che contestualmente avrei dovuto dimettermi dall’Italia dei Valori. D’altronde nemmeno gli altri candidati hanno smesso di essere iscritti nel loro partito di provenienza. L’iscrizione all’originario partito potrà cessare solo nel momento in cui nascerà giuridicamente quello nuovo e vi potrà essere così il trasferimento – anche automatico – nella nuova struttura”.
7) Sempre sul piano formale, bisogna considerare che io non sono il legale rappresentante dell’Italia dei Valori, poiché sono ministro, e quindi non avrei potuto sciogliere in alcun modo il partito senza prima passare attraverso l’Assemblea. Al riguardo faccio rilevare che, come reso pubblicamente noto da tempo, avevamo già fissato apposita riunione per i giorni 28, 29 e 30 settembre p.v. a Vasto (peraltro, invitando allo scopo anche tutti i vari leader dei partiti della coalizione)”
. 8) “Vorrei ricordare infine che l’Italia dei Valori fa parte della coalizione dell’Unione sin dalla sua costituzione, ne ha sottoscritto il programma e ne condivide la responsabilità di governo”.
“La verità – conclude Di Pietro- è purtroppo molto più semplice e molto più amara: gli attuali promotori del costituendo Partito Democratico non vogliono né la presenza mia né quella dell’Italia dei Valori. Con il tempo ed a mente serena bisognerà riflettere sulle reali motivazioni di questo diniego (che, in realtà, sono molto gravi e per certi versi inconfessabili) e trarne le inevitabili conseguenze (anche sulla opportunità di restare o meno in una coalizione che di fatto ci respinge!).
Per ora una cosa è certa: chi non ci vuole non ci merita! Né io né l’Italia dei Valori faremo ricorso contro le decisioni adottate in fretta e furia a notte fonda da un gruppo di 6-7 persone che – senza alcuna riflessione né preventivo dibattito aperto e pubblico – hanno preteso di rappresentare la volontà di tutti gli elettori dell’Unione e dei possibili aderenti al futuro Partito Democratico. La politica è sì partecipazione ma anche dignità da difendere”.

La Moratti e le consulenze al comune di Milano

moratti%20consulenza.jpgdi Marco Trabucchi
Vi ricordate le maxi consulenze pagate dalla Moratti a 91 presunti professionisti (molti neanche laureati), quasi tutti ex candidati del centrodestra che non hanno superato le elezioni? Ebbene, pare proprio che l’inciucio non sia piaciuto alla Corte dei conti della Lombardia che sta per chiudere la «vertenza» sulle maxi consulenze.
La procura si appresta a contestare formalmente al sindaco un danno alla casse del Comune pari ai due milioni e mezzo di euro: gli stipendi percepiti dai consulenti fino ad oggi.
Ovviamente tutti gli assunti con maxi stipendi sono soprattutto ex candidati di centro-destra “trombati” alle elezioni (anche di altre regioni). Oltre alla vertenza che pende come una ghigliottina sulla testa della Moratti, è stata aperta anche una bella inchiesta penale per abuso d’ufficio.
La signora Moratti rischierebbe di dover sborsare di tasca propria il danno subito alle casse comunali. L’esposto riguarda 63 assunzioni esterne, 54 delle quali nel ruolo dirigenziale per pagare le quali, secondo i calcoli dei consiglieri di minoranza, il Comune dovrà affrontare fino al maggio 2011 — quando le consulenze scadranno insieme con la giunta — una spesa di 9 milioni e 20 mila euro, di cui 8 milioni e 56 mila per i soli dirigenti con una media di stipendio dai 140 ai 190 mila euro.
Ma veniamo alle presunte irregolarità.
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Nuntio Vobis Gaudium Magnum: L'MRE esce dal PD!


Il consiglio nazionale (del quale faccio parte) dei Repubblicani Europei, ha votato alla quasi unanimità (due soli voti contrari) l’uscita dalla costituente e dunque dal Partito Democratico di Veltroni e Rutelli.
Le motivazioni sono semplici quanto sconvolgenti e costituiscono un preciso atto d’accusa che getta ombre sull’indice di democraticità e di partecipazione a questo progetto che vorrebbe, a detta di ex democristiani ed ex comunisti, costituire la vera novità per il nostro paese: ovvero, ai Repubblicani non è stata garantita la pari dignità ed il riconoscimento politico, che questo movimento, seppur piccolo, meritava.
L’MRE è titolare originario dei valori e degli ideali più alti di cui oggi si fanno tutti portatori, ovvero quelli della democrazia, della partecipazione di tutti alla vita politica, dalle garanzie costituzionali, alla laicità dello stato, del buon governo, dell’economia sociale ecc.
La Leader dei Repubblicani, l’europarlamentare Luciana Sbarbati che faceva parte del comitato dei 45 saggi, aveva già evidenziato più volte la mancanza di democrazia all’interno del neo nascente soggetto e più volte aveva già minacciato di lasciare la costituente se non si fosse fatta luce sulle manovre poche chiare e volte a garantire solo i Ds e la Margherita all’interno nel cosidetto “nuovo” soggetto politico.

Catasto, come spendere 9 euro invece di 300 dal notaio

Una serie di operazioni, per esempio quando si vende o si acquista una casa, possono essere fatte direttamente, spesso anche via internet. Sulla parcella del notaio previsto il 30% di sconto, ma solo se si chiede

Fare a meno del notaio per comprare casa non si può. Risparmiare sì, e anche in maniera significativa. E questo un po’ grazie alle varie “lenzuolate”, un po’ per merito del decreto fiscale dell’ottobre scorso che ha abolito le imposte sulle visure catastali e ridotto i costi per quelle ipotecarie. Insomma le opportunità di spendere meno ci sono, ma occorre entrare nell’ordine delle idee di far da sé alcune delle operazioni finora delegate al notaio e che incidono per svariate centinaia di euro sul costo dell’atto. Se ci si attiva in proprio, invece, si risparmia, e non si corre alcun rischio anche se bisogna essere un minimo in grado di districarsi tra le carte.
Dalla carta alla banca dati on line – Come abbiamo precisato più volte rispondendo ai quesiti dei lettori, il ricorso al notaio è indispensabile perchè solo gli atti che portano il suo timbro possono essere trascritti nei registri pubblici della proprietà immobiliare. I registri si trovano nelle conservatorie, ossia negli uffici provinciali dell’Agenzia del territorio. Si tratta di registri in parte automatizzati: l’operazione di creazione delle banche dati è partita nel 1996 e ha riguardato i 20 anni precedenti. Non tutti gli uffici sono però partiti nello stesso momento per cui, ad esempio, i dati dell’Ufficio provinciale di Roma risalgono al 1974, mentre in molti altri uffici si parte dal 1978. Naturalmente per gli anni precedenti è sempre possibile effettuare la ricerca sugli atti che sono ancora solo in formato cartaceo. Interrogare le banche dati catastali consente di ottenere l’”albero genealogico” di ogni immobile perchè accanto ai dati catastali veri e propri (foglio, particella, categoria, classe, consistenza, rendita), compaiono anche i dati relativi alla tipologia dell’atto trascritto, ossia se l’attuale proprietario lo ha acquistato, avuto in donazione o per successione.
Inoltre si possono avere tutte le indicazioni sulle iscrizioni di ipoteca e vincoli di altro genere (per esempio: pignoramenti, sequestri, citazioni, ecc…) e sulle annotazioni che hanno modificato i diritti esistenti su un dato immobile (per esempio: cancellazione di ipoteche, di pignoramenti, ecc…).

Insomma tutto ma proprio tutto quello che occorre quando si tratta di acquistare casa. Senza una visura ipocatastale, infatti, non è possibile fare l’atto. E di questa visura di solito si occupa il notaio, il tutto al costo di svariate centinaia di euro anche se.
Registri pubblici e accesso diretto – Anche se a tutti questi dati è possibile accedere direttamente, ossia senza passare da agenzie immobiliari, geometri, intermediari vari o notai. I registri immobiliari, infatti, sono pubblici e come tali l’accesso è aperto a tutti i cittadini, che possono chiedere una visura storica che comprenda anche una verifica nei registri cartacei semplicemente recandosi negli uffici. Costo dell’ispezione catastale: zero. Possibile? Sì, perchè ad ottobre 2006 sono state abolite le tasse sulle visure catastali e restano solo quelle per le ispezioni ipotecarie (dai 6 euro per le visure semplici ai 20 euro per i certificati per singolo nominativo) e per la copia delle planimetrie (4 euro). Ai certificati va aggiunta l’imposto di bollo. E non solo: gran parte di queste pratiche possono anche essere fatte direttamente on line al costo di 9 euro. Il servizio sarà attivo nei prossimi giorni.
La tabella con le imposte per le ispezioni ipotecarie
La tabella con i tributi speciali catastali per certificati, planimetrie e volture
Costi più bassi con la libertà di scelta – Certo non è detto che tutti se la sentano di andare a fare la fila all’ufficio provinciale – sono aperti dalle ore 8 alle ore 12 tutti i giorni compreso il sabato (nell’ultimo giorno lavorativo del mese, l’orario è limitato alle ore 11.00) – e abbiano voglia di districarsi tra i vari sportelli, ma vale la pena sapere che esiste anche questa opportunità e che far da sé consente di fare a meno dell’attività del notaio.
Un’attività, quella di ricerca della documentazione catastale, che i notai fanno pagare cara giustificandosi con i costi a loro carico: – “per una visura ipocatastale ventennale (l’unica in grado di garantire le parti) – ci ha infatti scritto un notaio – spendo mediamente 300 euro, le sarei grato se mi indicasse in che modo lei ritiene che un cittadino con la modica cifra di 6-9 euro potrebbe supplire agli accertamenti del notaio”. Come abbiamo visto supplire è possibile se si sa esattamente quali documenti occorrono per l’atto. Quanto ai costi sostenuti dai notai va detto che dal 1998 hanno l’accesso diretto alle banche dati on line tramite il sistema Sister al costo di qualche centinaio di euro l’anno, e possono quindi effettuare comodamente da studio tutte le visure e ottenere tutti i certificati pagando esattamente le tasse richieste allo sportello. Lo stesso altre categorie professionali quali ingegneri, architetti, geometri che pure fanno pagar care visure e accertamenti.
Ora nessuno vuol sottintendere che l’attività svolta per le compravendite dai professionisti, a partire dai notai, sia inutile, ma probabilmente sarebbe corretto offrire al cliente la possibilità di scegliere se procurarsi da sé la documentazione catastale necessaria – indicando in questo caso l’elenco esatto delle carte che occorrono – oppure lasciare al notaio il compito di occuparsi di tutto pagando, ovviamente, anche questa attività.
Lo sconto sempre a richiesta – D’altra parte il Consiglio del notariato, ossia l’ordine di categoria, si sta muovendo proprio sul fronte di una maggior attenzione al cliente e di recente ha pubblicato, insieme alle associazioni dei consumatori, una guida al sistema del prezzo-valore, ossia l’obbligo di indicare l’importo effettivo della compravendita pur pagando le tasse sul valore catastale quando l’atto non è soggetto all’Iva. Nella guida anche un paragrafo sulla riduzione del 30% dell’onorario prevista per questi atti. Una riduzione che, però, viene applicata solo a richiesta del cliente.
La guida alle compravendite
La pagina sito dell’Agenzia del territorio dove sarà possibile effettuare a breve le visure ipotecarie on line
Antonella Donati 

Vescovo accoglie prete pedofilo. Il Sindaco lo premia con cittadinanza onoraria

Dal Corriere di Caserta del 20 giugno 2007, pag. 18
IL CASO DON SCAROLA
Il religioso già condannato a due mesi per pedofilia ha detto durante l’udienza civile: “Telefonavo anche di notte in quell’abitazione”
DON SCAROLA: ERO INTERESSATO ALLA MADRE
Confessione nell’aula del tribunale del parroco della chiesa di S. Pietro Apostolo
CAPUA (Tina Palomba) – “Telefonavo anche di notte in quell’abitazione però mi interessavo della mamma e non della figlia”.
Ieri una nuova puntata sulla storia di don Pasquale Scarola da Capua. Attualmente dice ancora messa nonostante una condanna a due mesi per pedofilia in via definitiva ai danni di una bambina di di nove anni.
E’ stato proprio lui a confessare in aula in sede civile (la famiglia della piccola ha chiesto il risarcimento danni e si è costituita parte civile con l’avvocato Pietro Romano), dinanzi al giudice Mazzuoccolo, la sua dedebolezza verso le donne.
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CALDO KILLER PER I CANI, MASSIMA ATTENZIONE AL COLPO DI CALORE

  di Enrica Di Battista
Nelle estati roventi e’ allarme caldo anche per i cani. Gli amici a quattro zampe possono rischiare grosso per un colpo di calore, fino al coma e alla morte. E’ necessario intervenire con prontezza. Ghiaccio secco sotto ascelle e inguine, docce fredde, ventilatore o aria condizionata per raffreddare il cane: nel caso di un colpo di calore questi i primi, tempestivi, interventi che un proprietario deve prestare all’animale, prima di recarsi in un pronto soccorso veterinario. Ne parla, in un’intervista all’ANSA, Marco Bertoli, medico veterinario membro della Societa’ Europea di Medicina d’Urgenza.
Bulldog, carlini, boxer: tutte le razze brachicefale sono le piu’ a rischio. Il colpo di calore puo’ essere fatale. Ma d’estate – sottolinea Bertoli – il problema riguarda tutti i cani. Il pericolo e’ anche all’ombra, perfino in casa”.
”La temperatura alta del colpo di calore puo’ portare danni gravi ai reni e turbe della coagulazione del sangue: i primi si manifestano con sangue nelle urine e nelle feci, le seconde con diarrea emorragica e macchie sulla pelle”, spiega il medico. Secondo uno studio israeliano condotto in cinque anni, l’insufficienza renale acuta e’ stata diagnosticata in 18 su 54 casi esaminati (il 33%). Tra i cani in stato di coma dopo un colpo di calore e’ stata riscontrata una piu’ alta mortalita’ (70%) rispetto ad altri in stato di disorientamento (40,9%).
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Tarantella calabrese funky

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Il convivente del papa incita i fascisti contro l'islam

“L’Islam rischio per l’Europa un errore non contrastarlo”

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Guai a ignorare per ingenuità i tentativi di islamizzare l’Europa! L’intervento sull’Islam di papa Ratzinger a Ratisbona è stato “profetico”. Parola di don Georg Gaenswein, segretario di Benedetto XVI che in un’intervista a tutto campo al biografo ratzingeriano Peter Seewald rilancia l’allarme nei confronti dell’espansione musulmana. “I tentativi di islamizzare l’Occidente non si possono negare – afferma don Georg sul magazine della Sueddeutsche Zeitung di Monaco di Baviera – ed un falso rispetto non deve far ignorare il pericolo connesso per l’identità dell’Europa”. Secondo il prelato, di cui in Italia si dimentica spesso che è stato docente negli atenei pontifici, e che riflette fedelmente le idee del pontefice, “la parte cattolica vede molto chiaramente (questo pericolo) e lo dice anche”. Il discorso di Ratisbona, aggiunge, “dovrebbe servire a contrastare una certa ingenuità”.
A Ratisbona nel settembre 2006 papa Ratzinger sollevò una tempesta internazionale perché aprì il suo discorso con una citazione di un imperatore medievale bizantino, secondo cui Maometto non aveva portato nulla di “buono e umano” perché esortava a diffondere la fede con la spada. Ratzinger pronunciò la citazione senza distanziarsi e ci vollero scuse vaticane a ripetizione e un’edizione aggiornata del discorso per ristabilire rapporti normali con il mondo islamico. In parecchi ambienti l’intervento però piacque. Kissinger ha confessato a Repubblica di apprezzarlo molto.
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Boeing X-48B

ALA VOLANTE – Un modello in scala del Boeing X-48B, un nuovo aereo passeggeri in configurazione “ala volante”. Il modello ha effettuato un primo test di volo nel centro ricerche della Nasa a Edwards, in California. Il modello, telecomandato da terra, ha un’apertura alare di circa 6 metri, pesa poco più di 2 quintali e ha volato per 31 minuti a una quota di 7500 piedi (corrispondenti a 2,2 kilometri) (foto Reuters)

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