Pasquale Caterisano Blog

Dico la mia spesso e volentieri

Month: settembre 2007 (page 1 of 4)

Il bluff del mito di Che Guevara

Un guerrigliero spietato, un burattino nelle mani di Castro Parla l’esule cubano Jacobo Machover, autore di una biografia critica

Che montatura sul ‘Che’

Feroce con i suoi stessi uomini, è sempre stato sottomesso a Fidel. Il quale, dopo la sua morte, fu abilissimo a costruire il mito del comunista buono»
Da Parigi Daniele Zappalà
«Ho scritto per fare i conti con un’illusione che io stesso ho coltivato da giovane. Ma pure per un dovere di memoria e verità verso le vittime del Che, noto ancor oggi a Cuba anche come «il macellaio della Cabaña», dal nome del carcere in cui fece fucilare almeno 180 persone in 6 mesi. Molti conoscono la verità, ma quasi nessuno vuole guardarla in faccia». Per Jacobo Machover, uno degli intellettuali più noti della diaspora cubana in Europa, l’immagine eroica e «romantica» che tanti continuano a tramandare di Ernesto Guevara è il frutto di un’abile montatura inizialmente orchestrata dal regime dell’Avana. Machover è giunto a questa conclusione dopo aver conversato con alcuni dei compagni di ventura del Che ancor oggi in vita e sulla base di una lettura analitica di tutti gli scritti consultabili del guerrigliero. La face cachée du Che («Il volto nascosto del Che»), appena pubblicato in Francia da Buchet Chastel, sta già sollevando Oltralpe un vivo dibattito. Di Machover, docente di studi iberici all’Università di Avignone, è attualmente in uscita in Italia, per i tipi di Ipermedium, Cuba. Totalitarismo tropicale.
Lei sostiene che Guevara fu una figura subordinata, contrariamente all’immagine di ribelle spesso divulgata. Perché?
«Fin dall’inizio, fu un comandante della rivoluzione cubana agli ordini di un capo supremo, Fidel Castro. Ed è stato soprattutto quest’ultimo a costruire nel tempo l’immagine ribelle del Che. Del compagno di battaglia capace di condurre azioni autonome. Ma in realtà l’unica azione autonoma possibile era il sacrificio per Fidel. Guevara lo rivela ad esempio nei suoi taccuini personali scritti in Congo, quando sottolinea di non aver osato chiedere ai propri uomini il sacrificio supremo e di dover espiare per questo la propria colpa nei confronti di Castro».
Si può parlare comunque di una reciproca influenza fra i due uomini?
«No, il Che non influì mai su Castro. Credo solo che Castro abbia sviluppato col tempo un senso di colpa nei confr onti di Guevara, o quanto meno l’impressione di averlo inviato al martirio».

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I motori di ricerca hanno dichiarato guerra ai blog? diteci cosa succede ai link!

cnsura sui blog sui motori di ricercaMistero: mi sono accorto  che da un paio di mesi a questa parte non mi vengono più conteggiati da nessun motore i link in entrata, cioè quei link al mio sito da parte di coloro che ne scrivono un collegamento sul proprio (backlinks)
Siccome sò che il cosidetto linking diretto (ergo senza il: target=”extwindow” ovvero l’apertura del collegamento in un’altra finestra del browser) ed il relativo trackback che ne deriva è la base della velocità di espansone dei blog oltre che della loro indicizzazione sui motori,  mi sembra che forse qualcuno abbia deciso di boicottare nei loro algoritmi di indicizzazione questo potentissimo e semplice sistema, che forse portava i blog ad avere troppa visibilità a scapito di coloro che invece sui motori ci stanno ma pagando fior di quattrini.
 Il motore interno a WordPress ad esempio (che mi pare si basi su google) non indicizza più i collegamenti in entrata (oppure lo fa con mesi di ritado quando ormai sono completamente inutili) a scapito dunque dell’espansione dei blog.  Cari amici blogger tecnicisti, in tal senso ditemi se è solo una mia errata sensazione, se ho preso un abbaglio o qui sta succedendo qualcosa… chi ci vuole zittire?

Scoop: Fiat 500 Abarth SS

Ed ecco come per la Grande Punto anche per la 500 la versione Super Sport ovvero quella kittata. 155 cavalli e cerchi da 17″
500 abarth ss super sport kit 155 cv

300 spartani alle termopili

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Perché celebriamo il 20 settembre

Resistenza Laica
Ieri si è consumato il 137°anniversario della Breccia di Porta Pia ed il Papa è un tedesco, dal nome e dai trascorsi nella Hitlerjungen (Gioventù Nazista): Joseph Ratzinger.
Non dunque il primissimo, seppur intransigente, Pio XII della Humani generis e del tentativo di conciliazione fra cattolicesimo e democrazia, ma un Papa che fu già prefetto della Congregazione per la dottrina della fede (v. Sant’Uffizio), derivazione dell’antico Tribunale dell’Inquisizione: un monarca assoluto (per fortuna di uno Stato microscopico), pasciuto a cattolicesimo intransigente e totalizzante quand’era ancora principe e allattato da balie naziste allorquando era bambino.
Ogni traccia di Risorgimento si allontana o scolorisce: anche di quello cattolico-liberale. I richiami dei democristiani a Benedetto Croce – in questa bassa classe che ne ha preso il posto – sembrano infatti lontani di secoli.
La Breccia tolse alla Chiesa il potere temporale, così sottraendoci all’inesorabile logica del Trono e Altare. Parve allora, con animus rigorosamente laico, un punto di non ritorno: le Istituzioni erano finalmente asettiche e lo Stato dunque rispettoso della tradizione cattolica, ma fermo nello stabilire una netta separazione tra sfera spirituale e sfera politica.
Solo il fascismo, sprezzante di tutte le pregiudiziali risorgimentali, indifferente alle radici profonde dello Stato liberale e unitario, poteva cancellare con un tratto di penna quell’esile filo che collegava le vecchie e le nuove generazioni, ossia un “giorno festivo per gli effetti civili“. La Breccia di Porta Pia fu riassorbita nella Conciliazione: l’11 febbraio diventò unica festa nazionale, celebrante il trionfo della Ragion fascista e vaticana, ovvero il suggello dei Patti Lateranensi.
Il 20 settembre si dissolveva nell’ironia che avvolgeva l’”Italietta”, la piccola Italia del trasformismo liberale e post-risorgimentale, incapace di marciare col ritmo guerriero del passo dell’oca. E i grandi problemi ideali del riscatto nazionale sopravvivevano solo in chi, pur in mezzo alle negazioni ufficiali del regime, tentava di ritrovare il filo del nostro dramma unitario e in chi da Oriani, sapeva magari risalire a Godetti”. Sono parole di Giovanni Spadolini.
Ma i rapporti fra Chiesa e Stato non sono più neanche quelli dei primissimi anni della Liberazione, della linea degasperiana e democratica dell’episcopato (quell’eredità politica è stata dilapidata e dispersa). Al posto di quella che fu la prima sinistra democristiana, portatrice di un fermento di revisione, si agitano cespugli e nuclei di potere, tanto più esasperati, intransigenti e bigotti nella dottrina, quanto più ambiziosi e disinvolti nella pratica, con la nuova mistica dei ricchi Enti esentasse alle spalle (l’Ici non corrisposta non è che la punta di un colossale iceberg di privilegi e prebende). Quel treno di riaffermazione laica è stato perso e quel sentimento si è gradualmente spento, gettando le premesse e le basi del Ruinismo.
La Repubblica Italiana.
Nella coscienza collettiva, il 20 settembre è diventata così una data patetica nella storia d’Italia e dal gusto decisamente retrò. Il momento più alto del nostro Risorgimento, viene ormai quasi vissuto in punta di piedi, con impacciata discrezione dei politici e con un diffuso senso di timore (sembra un collettivo “Se ti comporti così fai piangere Gesù”, ossia l’antico adagio rivolto ai bambini bizzosi). Questa bigotta classe politica dirigente – di teodem, teocon e atei devoti – farà e sta già facendo tutto il possibile per dimenticare o scolorire i bersaglieri di Cadorna, quasi fosse atterrita dallo storico ed epocale compito che quei caduti le hanno assegnato per la rappresentanza del popolo.
Ed invece è doveroso rendere omaggio ai coraggiosi patrioti, che combattendo dettero al Paese quell’unità e indipendenza fino ad allora negata: essi associarono profondi sentimenti di Libertà, di Giustizia e di Unità alla speranza che il futuro Stato Italiano potesse esprimere concretamente quegli ideali: essi dettero quindi la vita in cambio di un luogo fisico, una patria, dove poter attuare tali speranze.
Come laici, il 20 settembre deve pertanto rappresentare più che mai un momento di riflessione verso un nuovo e comune percorso poiché, abbiamo il dovere di ridestare una coscienza unitaria su quei valori. Non dobbiamo celebrare la Breccia con spicciolo anticlericalismo, ma ogni anno osservare un minuto di silenzio e deporre una corona in memoria di tutti coloro che sono Caduti per la Libertà affrancandoci dalla prevaricazione, dall’oppressione e dall’asservimento. Una cerimonia dunque trasversale e nell’ottica di bene comune, che testimoni la ferma volontà di riaffermare quei valori laici che sono alla base dei principi Costituzionali, come baluardo di garanzia delle libertà di ogni cittadino.
E poi…. Festa nazionale!

Repubblicani in svendita

Gli sbarbatiani nel comitato elettorale di Veltroni

sbarbati vende il movimento a veltroni pe run piattodi lenticchie ed un tozzo di paneLa minoranza del movimento dei repubblicani europei capeggiati dall’europarlamentare luciana sbarbati ha oggi trovato l’accordo per aiutare veltroni nella campagna elettorale delle primarie del partito cosidetto “democratico”.
In cambio gli sbarbatiani hanno ottenuto l’inserimento di 25 di loro nelle liste bloccate (“porcellinum”) della farsa delle primarie della fusione catto comunista.
La domanda che si pone la maggioranza effettiva dei repubblicani europei è: in quanti verranno eletti di questi amici (ex) repubblicani ora pseudo “democratici”?
ma più che altro: è giusto svendere la più gloriosa tradizione politica italiana figlia di Mazzini, Garibaldi, Ugo La Malfa, Spadolini agli sconfitti della storia?
http://www.repubblicanieuropei.org/s…aspx?idDoc=457

Help: Mimino, cucciolotto randagio di 4 mesi.

Ecco Mimino, cucciolotto di 4 o 5 mesi.
  
Vive in strada, vicino a Palombara, e si arrangia come può, rubando una carezza e un pezzo di pane dalle poche persone disposte a farsi avvicinare dal “pericoloso randagio”.
La strada dove vive Mimino è una strada statale, molti sono i cani e i cuccioli che vengono investiti su quel tratto, ma lui non lo sa che deve stare attento ad attraversare, specie se si tratta di inseguire una lucertola o raccattare un pezzo di carta in cui era stato avvolto un profumato pezzo di formaggio….
Se Mimino riuscirà a raggiungere l’età adulta, non diventerà mai un gigante: è un canetto di taglia media e tutto quello che ha a questo mondo sono la sua immensa simpatia e un cuore ansioso di amare.
Vi prego, aiutateci a portarlo via di lì, a trovargli una famiglia!! Inoltrate o pubblicate questo messaggio più che potete!!
Lo portiamo ovunque sia la casa giusta per lui…

Per info e adozioni cuoredicane@gmail.com tel 3936095360 o 3356399907

Grazie a tutti

Marco Travaglio su Walter Veltroni

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Cappuccino Art

[youtube=http://it.youtube.com/watch?v=qxw_cGWuRJU]

Conferenza stampa di Beppe Grillo (imperdibile!!!)

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