Pasquale Caterisano Blog

Dico la mia spesso e volentieri

Month: novembre 2011 (page 1 of 2)

Oggi è il BTP-Day. Non cascateci, non fatevi abbindolare.

Oggi le banche italiane offrono i BTP senza commissioni.
Secondo voi perchè lo fanno? di certo NON per farvi un favore, ma per farlo a loro. Forse vogliono girarvi potenziale carta straccia prima del probabile fallimento. Attenti. Non fatevi fregare ancora una volta come con i titoli argentini e Parmalat.
Il mio consiglio (totalmente disinteressato e gratuito) è quello di prelevare qualsiasi tipo di risparmio dalla propria banca, cambiando nel contempo la valuta in dollari o franchi svizzeri. Altresì non lasciate contanti, oro o titoli nelle cassette di sicurezza.
Uomo avvisato…

Essere Mazziniani: Beppe Grillo premia il mio articolo sul Grande Genovese prima di lui


Con mio sommo gaudio, sono rimasto sorpresissimo quando Paolo Cicerone del MoVimento 5 Stelle, mi ha comunicato che Beppe Grillo aveva scelto come miglior commento ad un suo post, un mio articolo su Giuseppe Mazzini, genovese e rivoluzionario come lui.
La scelta è avvenuta perchè il mio scritto è stato il più votato fra più di 570 sul suo famosissimo blog ed è stato poi inviato ad una mailing list di circa duecento mila persone in tutto il mondo.
Ancora una volta le verità sui contenuti del pensiero Mazziniano sono apprezzate dai più.
Ancora una volta, sono orgoglioso di manifestare pubblicamente la mia appartenenza al pensiero di un giusto fra i giusti.
Grazie Grande Genovese 1 (Giuseppe Mazzini)
Grazie Grande Genovese 2 (Beppe Grillo)
                                                                                                                                                                                               Pasquale Caterisano

Turismo, i nuovi incarichi d’oro ordinati dalla Brambilla vengono bloccati al fotofinish

Fermato da una fronda interna al ministero il blitz per dare altri 130 mila euro al direttore dell’Enit Paolo Rubini, che sarebbe diventato consigliere di Convention Bureau, un carrozzone dotato di 7 milioni, finito in rosso in tre mesi

Stava diventando un manager pubblico da guinness dei primati. Uno capace di raddoppiare le sue entrate in appena due anni, da quasi 190 mila euro a oltre 400 mila, in barba alla crisi e alle promesse del governo di contenere gli emolumenti dei dirigenti. Paolo Rubini, 49 anni, direttore dell’Ente per il turismo (Enit) non ha raggiunto il traguardo per un soffio. È stato bloccato in extremis da una specie di fronda interna al ministero del Turismo guidato dal capo del Dipartimento per lo sviluppo, Caterina Cittadino, che non se l’è sentita di dare pedissequamente seguito alle disposizioni del ministro uscente, Michela Vittoria Brambilla, perentoriamente impartite attraverso il capo di gabinetto,Claudio Varrone. In base a quell’ordine a Rubini e a Mario Resca, amicissimo di vecchia data diSilvio Berlusconi, consigliere Mondadori e direttore dei Beni culturali, dovevano essere versati 130 mila euro all’anno ciascuno per i loro incarichi rispettivamente di consigliere delegato e presidente di Convention Bureau, società voluta a tutti i costi dalla Brambilla ufficialmente per incrementare il turismo dei convegni, ma che in pratica si è rivelata un’inutile costola dell’Enit, una specie di carrozzone in fasce, nato con la bella dotazione di circa 7 milioni, ma capace di accumulare 567 mila euro di passivo in appena 3 mesi di vita.
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Gli sprechi di Palazzo Silvio

Lo scorso anno la presidenza del Consiglio ha speso 4,7 miliardi.
Con un aumento record tra staff, viaggi, show, indennità, mobili, jet e auto blu. Ecco la lista inedita18 novembre 2011Mario Monti ha promesso “sacrifici”. Ma ha detto pure che chi governa deve avere il coraggio di metter finalmente mano ai “privilegi”. Da premier incaricato non ha specificato a chi o cosa si riferisse, ma è assai probabile che ce lavesse con le lobby, le corporazioni, gli evasori fiscali e, soprattutto, con i politici e le loro prebende. “Monti non è uno stupido, e sa che se vuole far trangugiare lamara medicina agli italiani, dovrà innanzitutto tagliare le franchigie e gli sperperi della Casta“, chiedono in coro commentatori ed economisti.Qualcuno consiglia labolizione immediata delle Provincie, altri puntano sul dimezzamento dei parlamentari, ma di sicuro il professore potrebbe cominciare a fare le grandi pulizie cominciando dalla sua nuova casa. Palazzo Chigi è infatti un mostro succhiasoldi, listituzione più costosa dItalia: “lEspresso” ha letto le spese inedite della presidenza del Consiglio del 2010, scoprendo che la corte di Silvio Berlusconi è costata oltre 4,7 miliardi di euro in 12 mesi, con un aumento del 46 per cento rispetto alle uscite registrate nel bilancio 2006.La crescita può in parte essere spiegata con la decisione di Romano Prodi di trasferire alcune competenze sotto la presidenza del Consiglio che così ha inglobato le politiche per lo Sport, per la Famiglia e la Gioventù, né bisogna dimenticare che una grande fetta dello stratosferico budget viene mangiata dagli interventi “attivi” dei vari dipartimenti, Protezione civile su tutti: nel 2010 lemergenza per il terremoto in Abruzzo ha pesato sui conti per oltre 800 milioni di euro. Ma lanno scorso – come, va detto, succedeva anche ai tempi dei governi di centrosinistra – una valanga di denaro è servita anche a far sopravvivere il Palazzo: centinaia di milioni di euro sono partiti per il funzionamento dellufficio del presidente Berlusconi e del sottosegretario Gianni Letta, dellufficio stampa retto da Paolo Bonaiuti e dei vari “servizi” controllati dal segretariato generale, senza dimenticare le strutture di diretta collaborazione e i dipartimenti guidati da sottosegretari e ministri senza portafoglio. Alla fiera degli sprechi hanno partecipato tutti.
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I mercati tuttora in difficoltà a causa ancora di Berlusconi

alista finanziario, stamane attribuiva la continua pressione dei mercati sui nostri titoli di stato, al fatto che Berlusconi avesse dichiarato implicita guerra al nuovo governo promettendo a breve nuove elezioni.
Io sono daccordo con questa nota, i mercati non sentono ancora la fiducia del paese fintanto che il nano continuerà con i suoi video terroristici alla bin laden. Il problema rimane sempre lui.
Pertanto non credete alle stupidate dei ‘destri’ che vi dicono: ” se il problema era berlusconi allora perchè ora che si è dimesso i mercati salgono ancora?”
Il governo Monti purtroppo non si è ancora formato, la notizia è che nelle consultazioni di ieri solo il terzo polo ha dato vera via libera, gli altri hanno tutti chiesto ministri e sottosegretari, a conferma del fatto che questi idioti di politici non hanno proprio il senso di quello che sta accadendo e mettono in seria difficoltà il presidente del consiglio incaricato.
Oggi Monti vedrà PDmenoelle e PDL, vederemo cosa ne viene fuori.
Intanto, la sensazione è che stia veramente finendo un ciclo, il ciclo della seconda repubblica del bipolarismo e si vada verso una nuova fase pluripolare. La speranza ora è una nuova legge elettorale seria che vada oltre lo schifo chiamato “porcellum” che garantisce solamente instabilità e veti incrociati.
Le persone serie ed intelligenti oggi dovrebbero tutte dire: “forza Monti”, a prescindere dalle fantasie da pseudo maghi con la sfera di cristallo su cosa succederà col nuovo governo, che abbiamo fin troppo letto in questi ultimi giorni e dei soliti atteggiamenti complottosti da fine del mondo imminente causa la sua appartenenza ai think-thank Bilderberg e Trilateral, che a loro dire è garanzia di truffa, stupro, lacrime, sangue e morte certa. Manco se certi luoghi di eccellenza fossero l’inferno e Monti, satana in persona.
Pasquale Caterisano
via: (1) I mercati tuttora in difficoltà a causa ancora di Berlusconi.

MoVimento 5 stelle: uno scatto in avanti in nome della meritocrazia

La mia speranza è che un giorno il MoVimento crescendo, si strutturerà agilmente ed orizzontalmente in maniera leggera e condivisa.
Solo così avremmo modo di poterci confrontare sulla politica vera e dei massimi sistemi, sui grandi temi così come sulle idee ed i valori dell’etica.
Solo in quel frangente si evidenzierà in maniera netta la vera meritocrazia; sarà il confronto a segnare le distanze fra quelli capaci e quelli meno.
Non è la lotta intestina attuale che dovrà segnare il cammino di coloro i quali saranno destinati a rappresentare il MoVimento.
Ognuno vale uno si, ma ciascuno non è uguale agli altri. Ci differenziamo per le nostre specificità di esseri umani e di storia personale.
Il MoVimento deve crescere e maturare, deve diventare grande e prendersi le proprie responsabilità per se stesso e per il paese.
Basta approssimazione, basta mediocrità. Serve uno scatto in avanti, coordinato da Grillo e da Casaleggio.
Senza riserve ne dubbi, cresciamo.
Pasquale Caterisano.

GAME OVER

Marco Travaglio cita Luciana Sbarbati a "Servizio Pubblico"

Oggi abuso anch’io dell’espressione latina “Sic transit gloria mundi” come in molti ironicamente stanno facendo in questi giorni in riferimento a Berlusconi.
Lo faccio in relazione alla citazione di ieri sera alla fine della della trasmissione Servizio Pubblico di Michele Santoro, quando il giornalista Marco Travaglio ha citato come esempio limite della degenerazione della politica del salto della quaglia proprio la senatrice repubblicana Luciana Sbarbati, nel quale movimento ebbi anch’io un tempo a militare.
Travaglio citava un comunicato della stessa Sbarbati che precisava, dove stava ora, dove era stata eletta e da dove era passata.
In sostanza forse Travaglio e la Sbarbati hanno riassunto un mio articolo di molti mesi fa dove facevo notare l’assurdo girovagare della senatrice marchigiana.
Ve lo ripropongo, così ognuno si può rinfrescare la memoria.

Vi presentiamo una chicca assoluta, una notizia che solo noi diamo, ma per gustarvela bene dovete leggerla fino in fondo.
Vogliamo farvi conoscere le incredibili performance presenzialiste di una politica nostrana, nello specifico la Senatrice repubblicana Luciana Sbarbati e come vedrete l’aggettivo “repubblicana” è solo uno di quelli che gli si può e deve attribuire.
Ex PRI, da pochi giorni di nuovo PRI con in mezzo:
2001, la scissione dal Partito Repubblicano Italiano (per la scelta dello stesso di andare con Berlusconi) fondando l’MRE (Movimento dei Repubblicani Europei)
2004, europarlamentare eletta nei Democratici di Sinistra per meriti sul campo essendo stata fondatrice de L’Ulivo
2006 combatte insultando la minoranza interna del suo movimento (fra i quali l’estensore di questo articolo) che le dicevano che forse era meglio non andare con ex Dc ed ex PCI.
2007, incurante di tutto, è nei 40 fondatori del Partito Democratico.
2008, viene eletta col PD al Senato della Repubblica.
2009, litiga col PD, non ammette di aver sbagliato nel 2006/7/8 e si avvicina al centro annusando che aria tira.
2010, esce dal PD che aveva fondato e da laica anticlericale se ne va nel gruppo misto con Cuffaro, Andreotti e Cossiga (in pace requiescat) che la invitano a messa e le regalano delle ostie sconsacrate.
2011, pur rimanendo segretaria del MRE e nel Gruppo con “Io Sud” e “Sudtirolen Volkspartei”, partecipa regolarmente al tavolo del Terzo Polo con Fini e Rutelli (col quale litigava nel PD). Non contenta di questa bulimia partecipativa, ritorna nel PRI che aveva lasciato nel 2001 (il quale non si è mosso di un millimetro dalle sue posizioni di allora) entrando a far parte della direzionale nazionale del partito alleato con Berlusconi.
Ricapitolando, la Sen. Sbarbati è ora contemporaneamente con UDC, Io sud e Sudtirolen Volkspartei, membro del Terzo Polo, eletta nel Partito Democratico ed alleata di Berlusconi con il PRI, ma anche segrataria del MRE fondatore di Ulivo e PD.
Non contenta dunque, è pure ritornata nel partito che aveva lasciato 10 anni fa per divergenza politiche che non si sono mai appianate. La nostra wonder woman, non si è comunque mai dimessa dalla testa dell’ MRE, pur avendo cannato completamente tutte le scelte politiche fatte. Dall’ MRE (divenuto nel frattempo un jazz club per pochi intimi) si sono però dimessi i tre quarti dei suoi iscritti riconoscendole difatto una leadership da amministratore di condominio.
Riteniamo che al mondo non esistono esseri umani dediti allo sport del “salto della qualglia” che possano minimamente impensierire i record de la Nostra Signora da Chiaravalle. Ce l’abbiamo solo noi e ce la teniamo.
Un dono della bilocazione plurima che nemmeno Padre Pio e Michael Jackson messi insieme possederanno mai.

VIA: http://pasquale1.wordpress.com/2011/03/03/la-sen-sbarbati-campionessa-mondiale-indisturbata-di-salto-della-quaglia-quadruplo-carpiato-ad-una-mano-con-triplo-avvitamento/

Ecco perchè Berlusconi non si dimetterà.

L’annuncio di dimissioni dato ieri da Berlusconi e per il quale tutti oggi esultano, è un bluff e vi spiego il perchè.
Innanzitutto c’è da ricordare che anche lo scorso anno nella famosa mozione del 14 dicembre, Silvio chiese tempo ed ottenendolo, fece il solito mercimonio di parlamentari battendo così la sfiducia. Berlusconi gioca sporco da sempre, alcuni di voi ricorderanno il trattamento riservato a D’Alema con la famosa bicamerale per le riforme.
L’annuncio di dimissioni di ieri («Mi dimetto una volta approvata legge di stabilità») con susseguenti dichiarazioni da pseudo statista d’accatto, è un comportamento tipico di pinocchio Berlusconi, come quando nella campagna elettorale delle politiche del 2008 si vendette ai più come colui il quale, avendo raggiunto le più ampie soddisfazioni dalla vita, si sarebbe dedicato anema e core al suo amato paese. Peccato che  20 secondi dopo essere stato eletto si faceva la sua ennesima legge ad personam, la prima del suo nuovo governo Berlusconi Ter.
Le dichiarazioni di ieri sono molto simili a quelle della campagna elettorale del 2008: «un gesto di responsabilità nei confronti del Paese per evitare che la diserzione di pochi possa danneggiare l’Italia in modo irreparabile»; ” Se si vota a febbraio io non mi ricandido” ; “Non è importante chi guiderà il paese, l’importante è tirar fuori l’Italia dalla speculazione dei  mercati” ; «Antepongo l’interesse del Paese al mio ed a quello del governo e della mia parte politica» e via dicendo con altre falsità palesi del genere, proprio mentre ieri notte se la spassava con l’ennesima velina (di “Telecafone” mai nome fu più appropriato) da bunga bunga, dimostrando ancora una volta l’incoerenza fra le sue parole ed i suoi comportamenti.
La cosa che in pochi hanno analizzato e che da il senso al tutto, è una roba meramente tecnica; con le dimissioni del presidente del consiglio dei ministri (e non “Premier”) il capo dello stato ha l’obbligo costituzionale di sondare se in parlamento esiste una maggioranza trasversale che possa sostenere un nuovo governo (e se così fosse tutti indicherebbero un governo di “salvezza nazionale” guidato da Mario Monti), al contrario se il governo dovesse essere battuto su un provvedimento coperto da mozione di fiducia o su una mozione di sfiducia presentata dall’opposizione, si andrebbe in teoria, direttamente alle consultazioni elettorali ed è proprio quello che Truffolo vuole, quindi facendo due più due i conti sono presto fatti. 
In tutto questo non si comprende il comportamento del capo dello stato, il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, che si presta a diramare note che  dovrebbero avere l’autorità della certezza, quasi fosse un certificatore delle dichiarazioni di Berlusconi. Senza contare che ieri sono uscite alcune indiscrezioni di stampa che insinuavano la volontà di Berlusconi di chiedere a Napolitano di barattare le elezioni a gennaio 2011 con un suo rinnovo del mandato presidenziale per un altro settennato, ma difatto sembra fantapolitica, anche se ormai ci si è abituati a tutto.
A conti fatti Truffolo Pinocchio sta di nuovo solamente prendendo tempo.
La conferma ulteriore è che i mercati finanziari stamane (9 novembre) stanno toccando di nuovo record negativi assoluti, segno inequivocabile che loro non credono alle frottole di Berlusconi.
La prospettiva di Silvio sarebbe quella di far calmare le acque per un paio di settimane, approvare l’ennesima finanziaria (legge di stabilità) truffa/lacrime e sangue e poi vendersi come salvatore della patria, a quel punto avrà ricondotto a miti pretese i malpancisti ed avrà avuto il tempo di recuperare a suon di soldoni i cosidetti “traditori”, e mal che gli vada, se sarà sfiduciato, avrà le elezioni. Esattamente quello che vuole.
Ancora una volta, il gioco lo dirige lui, anche se sembra (sembra solamente eh!) che Bersani forse (ma “foooorse”) abbia intuito qualcosa, speriamo in bene, sarebbe la prima volta!
Pasquale Caterisano

Berlusconismo mondiale: i repubblicani americani e la corsa verso l'estremismo

Guardare i vari dibattiti presidenziali del partito repubblicano è stata un’esperienza illuminante. Da tempo, negli ultimi anni, è diventato ovvio come ci sia un mutamento profondo dentro il partito. Ancora negli anni ’70, aveva un certo numero di politici moderati, spesso conservatori nelle questioni economiche ma piuttosto progressisti su altre materie: diritti civili, diritti delle donne, protezione dell’ambiente. E molte leggi erano approvate con voti di tutti e due i partiti. Sembrano passati anni luce, ma nel 1971 il presidente Richard Nixon, ultraconservatore e anti-comunista di ferro, creò The Environmental Protection Agency, l’ente che tutela l’ambiente. Propose un programma per garantire una terapia a tutti i tossicodipendenti e propose perfino un salario minimo per tutte le famiglie americane – una cosa che, se la proponesse Barack Obama, la nostra destra attuale griderebbe che si sta riformando l’Unione Sovietica.
Quarant’anni dopo, il partito repubblicano è quasi irriconoscibile. Cercando di corteggiare il cosiddetto Tea Party, quasi tutti i candidati stanno facendo una corsa verso la “lunatic fringe” (l’estemismo lunatico).
Con l’eccezione di Mitt Romney, gli altri candidati sono semplicemente impresentabili. Newt Gingrich, ex leader repubblicano, dice che vorrebbe sbattere in galera gli autori della riforma bancaria passata dall’amministrazione. La riforma è blanda e non molto efficace, ma contiene alcuni aspetti decenti. Ma la religione del mercato è tale – nonostante il collasso del nostro sistema – che mettere le mani sul sistema bancario, per Gingrich, è considerato un reato.
Continua… In un altro paese – Blog – Repubblica.it.

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