Continuiamo ad essere un popolo cialtrone.
Conservatore e statalista. La crisi ed i fallimenti come popolo, non ci hanno insegnato nulla.
40 anni di democrazia cristiana e poi 20 di Berlusconi, ora quegli elettori fanno la rivoluzione contro se stessi e ciò che hanno causato, votando un clown populista. Dalla padella alla brace.
C’è più di un motivo se nel mondo siamo stati sempre giustamente considerati delle macchiette. Tutti i paesi civili hanno superato la crisi tranne noi; da noi impazzano ancora Corona e Vanne Marchi di ogni genere, Greganti e Frigerio, Silvio e PEPPE!11!
Ultimamente ci sono i redivivi degli anni 90/2000 che tornano lucidati a nuovo (anche se un po acciaccàti), con i loro tentativi di riproporre modelli vecchi e stantii, pensando di far risplendere il paese con una mano di vernice anche se sotto c’è ancora la ruggine marcia.
In Italia è sempre il solito, ruba, tassa e spendi a debito, con appalti agli amici degli amici ed il continuo ratto della cosa pubblica, senza intaccare minimanente i privilegi delle caste e delle baronie. I cervelli continuano la fuga, chi resta, osanna un markettaro come Bergoglio e dei pagliacci come pseudo politici.
Gli Tagliani cialtroni, da una parte si riempono la bocca di “startup” e dall’altra le “castine corporativine”, aprono inchieste per bloccare Uber, dossier per far chiudere TripAdvisor e fascicoli per mettere sotto accusa i comparatori online.
Manca il rogo alle streghe e siamo a posto. Cialtroni, superstiziosi, conservatori medievali e patetici statalisti della difesa del piccolo orticello a debito, tentano di fermare il vento con le mani.
Not in my garden, facciamoci del male ancora.
#iononvoto
P. Caterisano