Pasquale Caterisano Blog

Dico la mia spesso e volentieri

Category: Gentismo

L'elenco dei reati per i quali il pluripregiudicato criminale sequenziale a nome Fabrizio Corona è giustamente detenuto in galera

Giusto per sfatare la vulgata popolare del: “KE KORONA PER DUE FOTO E IN CALERA E LI ASASINI STRAKOMMUNITARI ZINCARI RON SONO LIBBERI!11!”
Corona criminale pluripregiudicato

  • Aggressione a pubblico ufficiale: condanna definitiva al risarcimento (2002-2009)
  • Infrazioni al codice della strada (2007-2009)
  • Processo Vallettopoli per estorsione (2007-2013)
  • Arresto, domiciliari (2007) e rinvio a giudizio (2008)
  • Caso Lapo Elkann, Francesco Coco e Adriano: condanna definitiva a 1 anno e 5 mesi di reclusione (2009-2011)
  • Caso David Trezeguet: condanna definitiva a 5 anni di reclusione (2010-2013)
  • Fuga in Portogallo e l’arresto: condanna definitiva a 7 anni e 10 mesi in continuazione (2013)
  • Banconote false: 1 anno e 6 mesi in continuazione (2008-2009)
  • Bancarotta fraudolenta e frode fiscale: condanna definitiva a 3 anni e 10 mesi (2008-2013)
  • Corruzione: condanna definitiva a 1 anno e 2 mesi (2007-2013)
  • Ricettazione
  • Diffamazione a mezzo stampa
  • Caso Barbara d’Urso (2010)
  • Truffa
  • Caso Baratto: 9 mesi in primo grado (2010-)
  • Caso Castaldo (2011-)
  • Violazione di domicilio: risarcimento e ritiro della denuncia (2011-2014)
  • Appropriazione indebita: pagamento dei danni e ritiro della denuncia (2011-2013)
  • Oltraggio a magistrato e falsa testimonianza (2013-)
  • Detenzione d’arma da fuoco: 5 mesi e 20 giorni in appello
  • Violazione delle misure cautelari
  • Filone di Taranto: 5 mesi in primo grado
  • Filone di Lanciano: 25.000 euro di multa
  • Evasione fiscale
  • Periodo d’imposta anno 2004: condanna definitiva ad 1 anno di carcere (2014) Fonte: Wikipedia.

Matteo destrutturato


Ancora una volta si è rivelata incontrovertibile la celebre sentenza di Abramo Lincoln: “potete ingannare tutti qualche volta e qualcuno per sempre, ma non riuscirete mai a ingannare tutti per sempre”. Di conseguenza, breve la vita felice di Matteo Renzi; il giovanotto che pretendeva di menare per il naso all’infinito la pur sfiancata (oltre che di bocca buona) pubblica opinione italiana. E che la recente tornata elettorale ha drasticamente ridimensionato; dopo i trionfalismi effimeri dell’anno scorso, con l’oltre 40 per cento dei voti incassato nella consultazione europea. La breve vita – dunque – dell’ennesimo virgulto di quello star system (sul macchiettistico) in cui è precipitata la politica italiana dopo l’avvento di Silvio Berlusconi; il quale continua tuttora a calcare la scena, nonostante un’inquietante mummificazione che lo ha trasformato in manichino da Museo Grévin, solo grazie alle rendite mediatiche a propria disposizione.   Continue reading

Centri di accoglienza, per la Misericordie Srl un impero a Isola Capo Rizzuto

La Misericordie Srl è l’impresa sociale che gestisce il Cara di Crotone. E possiede quote dell’areoporto Sant’Anna e della polisportiva di Isola Capo Rizzuto. Ora, grazie a un appalto, entrano anche nel centro di accoglienza di LampedusaDI RAFFAELLA COSENTINO

Da Isola Capo Rizzuto, che a dispetto del nome si trova sulla terraferma in provincia di Crotone, a una vera, importante, isola: Lampedusa. E’ il grande balzo fatto dalle Misericordie, che hanno conquistato la gestione del centro di primo soccorso e accoglienza di Contrada Imbriacola. Se ne è parlato ieri sera nella trasmissione “Servizio Pubblico” condotta da Michele Santoro su La7, durante la puntata dedicata alla Libia e alla fuga dei profughi.
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I due marò, quello che i media (e i politici) italiani non vi hanno detto.

Un giornalista italiano che vive in India ed è corrispondente per un quotidiano cinese, ha ricostruito il caso Enrica Lexie sfatando una serie di fandonie che una parte consistente dell’opinione pubblica italiana reputa verità assolute, prove della malafede indiana e tasselli del complotto indiano. 
Wu Ming: i due marò, quello che i media (e i politici) italiani non vi hanno detto..

Trecento giorni di governo Renzi, un bluff conclamato

Trecento giorni di governo Renzi, gli stessi di Letta: ecco il confronto tra i 2 esecutivi. A febbraio il neoeletto segretario del Pd giustificò il cambio della guardia a Palazzo Chigi con la necessità di dare uno sprint alle riforme e far ripartire l’Italia. Come sta il Paese a 10 mesi da quel 22 febbraio, giorno del giuramento della squadra di ministri guidata dall’ex sindaco di Firenze? IlFattoQuotidiano.it ha messo a confronto l’operato dei due esecutivi: ecco cosa è emerso.

Il 19 dicembre il governo di Matteo Renzi compie 300 giorni di vita, eguagliando la durata del precedente esecutivo guidato da Enrico Letta. A febbraio il neoeletto segretario del Partito Democratico giustificò il cambio della guardia a Palazzo Chigi con la necessità di dare uno sprint alle riforme e far ripartire l’Italia. Come sta il Paese a trecento giorni da quel 22 febbraio, giorno del giuramento della squadra di ministri guidata dall’ex sindaco di Firenze? IlFattoQuotidiano.it ha messo a confronto i risultati ottenuti dai due governi, prendendo a riferimento da un lato gli indicatori economici dei rispettivi periodi, per capire se lo stato di salute del Paese è migliorata o meno, e dall’altro analizzando la produttività di Consiglio di ministri e Parlamento sotto i due premier per fare un punto sull’avanzamento delle riforme. Ecco cosa è emerso.
Rapporto Debito/Pil peggiorato con Renzi  Continue reading

Ecco perchè Renzi non taglia gli sprechi

Di Carlo Stagnaro
Perché nessuno riesce a tagliare la spesa?
La domanda è molto seria. Quello guidato da Renzi è il terzo governo di fila – dopo quelli di Letta e Monti – ad avere la disciplina di bilancio come principale obiettivo. Questi governi, sulla carta, avevano ogni crisma per riuscire nella missione. Eppure, tutti hanno finito per perseguire l’equilibrio di bilancio attraverso artifici di corto respiro, che vanno dall’aumento delle imposte al mero rinvio di spese che, comunque, prima o poi dovranno essere sostenute. Nella migliore delle ipotesi, si è riusciti a frenare l’aumento delle uscite, o a implementare modesti tagli lineari che si sono ribaltati indirettamente sui contribuenti attraverso la riduzione del servizio erogato, anziché il miglioramento dell’efficienza produttiva (è esemplare, in questo senso, il caso del trasporto pubblico locale). Perfino Renzi, che pure non difetta spavalderia e determinazione, come ha dimostrato nel durissimo scontro coi sindacati sul Jobs Act, su questo fronte sembra timido, e sembra puntare piuttosto ad alleggerire i vincoli europei.
Ciascuno degli ultimi tre governi può essere criticato da molti punti di vista, ma un fallimento sistematico non può essere spiegato unicamente dai limiti politici o tecnici di ciascun esecutivo. Bisogna trovare una interpretazione più convincente. La risposta breve è che non si riesce a tagliare la spesa perché i gruppi di pressione che della spesa pubblica sono i beneficiari sono potentissimi, e hanno capito che è nell’interesse di ciascuno coalizzarsi con gli altri per difendere lo status quo nel suo complesso, piuttosto che ognuno la sua nicchia.
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ESPULSIONARIE M5S: LAGGENTE STA CON PEPPE!11!

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