Maurizio Landini mi è fortemente simpatico per le sue attestazioni di equità sociale oltre che di giustizia generale delle cose, è un combattente vero e difensore sincero dei più deboli.
Nella puntata odierna di “Otto e mezzo” di Lilly Gruber su La7, ha però denotato drammaticamente i suoi limiti ideologici e di visione del mondo incollata tristemente al secolo scorso.
Michele Boldrin, il professore liberista di “Fermare il declino” ne ha svelato i limiti fatti da difesa della spesa pubblica (a debito) a tutti i costi e le proposte ideologiche di estrema sinistra fatte da slogan a senso unico con poca tangenza reale sull’effettiva ipotetica soluzione dei problemi che il paese vive in maniera drammatica.
Troppo comodo ed anche un po ipocrita chiedere sempre e comunque diritti per la propria parte quando le aziende sono alle prese con pressione fiscale fuori dal mondo e diritti di ogni genere negati dallo stato arraffone e spendaccione; troppo comodo e facile chiedere aumenti di tasse e di spesa come se il lavoro venisse creato dal nulla.
Una visione ottocentesca e demagogica davvero insopportabile, specialmente di questi tempi.